Efficienza energetica 3.0

Quello che ieri sembrava avveniristico e improbabile, oggi è entrato a far parte del linguaggio comune e se ne parla diffusamente. Ma in realtà l’efficenza energetica cos’è? Chi ne parla sa veramente come si fa, o diventato un modo Cool per vendere prodotti..?

L’Italia è ormai un territorio che non necessita di nuove costruzioni, vanta un patrimonio edilizio enorme ma con scarsa efficienza: ad oggi 85% risulta ancora in classe G; è qui che possiamo e dobbiamo fare la differenza, poichè la strada del recupero del patrimonio edilizio esistente, può far muovere l’economia di tutti.
Ma Efficienza energetica cos’è? Tralasciamo le definizioni tecnico ingegneristiche o la verbosa definizione della norma UNI: a noi interessa comprendere il concetto di fondo, se vogliamo l’ideologia che sta alla base.

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Diciamo che allo stato di fatto possiamo immaginare che il primo passo, 1.0 dell’efficienza sia quello che possiamo definire i discorsi dei nonni: evitare gli sprechi, usare solo le risorse che servono etc. Pensate all’impatto se 60 milioni di Italiani dall’oggi al domani riducessero anche un solo metro cubo di gas al giorno o se riuscissimo a ridurre il consumo elettrico pro capite anche di soli pochi kw/h. Questo concetto dovrebbe essere ormai una pratica comune di ogni persona; dovremmo iniziare a pensare che ogni gesto può cambiare tanto e scordarci dell’economia senza limiti di salita che a pervaso gli ultimi 50 anni.

Il 2.0 invece riguarda più strettamente il nostro patrimonio edilizio che ancor oggi consuma in maniera irrazionale e slegata le risorse energetiche.
Qui si deve ancora intraprendere investimenti pubblici a supporto della normativa ormai in vigore da tempo. Costruire e in particolare ristrutturare dovrà essere sempre maggiormente sinonimo di consumo sostenibile, ciclo virtuoso, uso intelligente delle risorse.
Introdurre negli edifici energie rinnovabili, involucri efficienti, deve diventare la buona norma; mettere lampade a led, utilizzare elettrodomestici in classe A sono oggi consuetudine, che 10 anni fa non si sarebbe immaginata.
Non potremo avere tutte case attive o passive, ma possiamo immaginare a breve un abbattimento dei costi energetici del 25-50%.

Il 3.0 è il passo successivo: trasformare non solo stili di vita ed edifici ma riconvertite il sistema nazionale, dalla produzione industriale al commercio e trasporti. Immaginiamo scenari di teleriscaldamento, riutilizzo di energie industriali, recupero di rifiuti e trasformazioni in biomasse: produzioni industriali meno energivori e meno inquinanti. Immaginiamo una fabbrica che produca energia secondo principi di efficenza, che recuperi i rifiuti bio per farne energia pulita e che destini il suo surplus energetico ad una rete di distribuzione locale, su residenziale e commerciale.

Quindi tre punti per fare efficenza e rendere l’Italia sempre meno dipendente da fonti energetiche straniere:

1′ risparmiare, cambiando di poco le nostre abitudini e il nostro stile di vita, ottenendo grandi benefici.

2′ investire nel patrimonio edilizio e rendere gli edifici meno energivori; diminuire i consumi e le spese di manutenzione che potremo investire in maniera diversa

3′ pensare a reti di energia intelligente: Smart city. Mettere in efficenza tutto il sistema nazionale dalle reti agli edifici ai processi industriali.

Il futuro è green…!

 

La redazione di iarkhi

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