Cohousing in Toscana

In Europa si parla di nuove realtà abitative, anche in Italia si sta affermando l’idea del Cohousing; nella nostra regione da 5 anni a preso il via “L’Associazione di Promozione Sociale Cohousing in Toscana”.


Il presidente dell’associazione, Dina Pasqualetti dice:

“Non ci tiene insieme alcuna ideologia o filosofia in particolare, semplicemente desideriamo vivere la dimensione dell’abitare dando un rinnovato valore alla condivisione e alla mutua collaborazione, cose che si sarebbero potute trovare in un villaggio dei tempi andati o nelle grandi cascine abitate da famiglie numerose. Promuoviamo queste “nuove” forme di “antico” vicinato solidale, e ci piace immaginare che possano anche costituire dei laboratori di gestione partecipata delle risorse e dei servizi, di comunicazione non-violenta, e in generale di progetti-pilota nell’ambito della sostenibilità ambientale e sociale.”

Ma come è nato il percorso che li ha portati ad incontrarsi: il gruppo iniziale si è costituito nell’autunno del 2007. Dal febbraio del 2008 in seguito ad incontri sull’argomento, si sono aggiunte molte altre persone, spesso portate anche dal semplice del passa parola. E’ iniziato un percorso di approfondimento sul tema del coabitare e, nello stesso tempo, di conoscenza reciproca attraverso riunione periodiche.

E’ nata così l’Associazione Cohousing in Toscana con uno statuto in cui hanno cercato di sintetizzare i propri propositi. Gli obbiettivi dell’associazione sono essenzialmente di natura culturale come dichiarato nello statuto: promozione del modello del cohousing, utilizzo di metodi di progettazione e costruzione nel rispetto dell’ambiente, promozione di uno stile di vita orientato alla condivisione e al reciproco aiuto, ecc. L’obbiettivo dell’Associazione è quello di facilitare la formazione dei gruppi di cohouser e di sostenerli durante il loro percorso attraverso le competenze interne o esterne all’associazione stessa. Nella fase della realizzazione dei progetti, facendosi se possibile carico di ricercare nuovi soci se necessario e di facilitare la coesione all’interno dei gruppi.

E’ evidente che non è per niente facile costituire gruppi che abbiano in comune gli obbiettivi essenziali per iniziare un processo di cohousing come la localizzazione dell’insediamento (città, campagna, mare?) il tipo di spazi e servizi comuni (piscina o laboratorio?) il tipo di costruzione (case di legno o in muratura?) ma le difficoltà non devono scoraggiare.

E’ risultato fondamnetale e naturale per l’associazione, impostare i rapporti all’interno dei gruppi secondo norme di chiarezza esprimendo dubbi e perplessità, ricercando sempre soluzioni comuni. Ogni gruppo già avviato o in fase di costituzione dovrà concordate delle regole fin dall’inizio seguendo la modalità di procedere attraverso il metodo del consenso fin dove è possibile. Ogni progetto di cohousing avrà la più totale autonomia organizzativa, dal numero dei partecipanti, alla scelta del sito, alla ricerca dei finanziamenti, alle definizione delle caratteristiche tecniche ed è portatore delle proprie peculiari caratteristiche dall’inizio fino al completamento della realizzazione.

Quindi unire le forze, dando vita ad una operazione in cui la propria abitazione sia il motivo per costruire un nuovo modello sociale, puntando al risparmio, alla tutela dell’ambiente, alla solidarietà tra generazioni, ad invertire un modello di vita in cui la solitudine e l’emarginazione sociale avanza negli anni, trasformiamo lo spazio urbano in spazio collettivo.

Ridare vita ad una forma abitativa antica ma ora perduta… la vita nelle campagne, nei borghi, nei piccoli centri e nei quartieri delle città era così.

La redazione di iarkhi in collaborazione con il Cohousing Toscana

 

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